Maschera? Una Tribord con silicone trasparente, grazie!

Maschera? Una Tribord con silicone trasparente, grazie!

Come per tutto, anche in subacquea vale il principio generale per cui la qualità di un prodotto è direttamente proporzionale al prezzo. Con le dovute eccezioni è innegabile che respirando a 40 metri di profondità con un erogatore non bilanciato da 80 € probabilmente penserai che sarebbe stato il caso di spendere qualche euro in più. Così come un GAV con tasche, zavorre integrate e sistema Airtrim è indubbiamente più pratico (e costoso) di un ben più economico GAV con semplice sacca e corrugato.

In linea di massima un prodotto dal costo più elevato ha un ritorno in termini di praticità e affidabilità. Questo, però, non vale per le maschere!

Tra tutti gli accessori necessari ad un subacqueo la maschera è probabilmente il più personale e il più difficile da acquistare, un buon erogatore è buono per tutti, una buona maschera no.

Nel corso della mia carriera subacquea ho avuto maschere di ogni marca e tipo , Mares, Seac, Cressi, Aqualung…ecc. E’ l’accessorio per cui ho speso di più e ogni volta la fine è stata sempre la stessa, dopo poche immersioni le ho rivendute a qualche amico. Maschere che in negozio sembravano calzare perfettamente al mio viso, in immersione si rivelavano dei colabrodo.

Accanto al problema della misura, dopo aver deciso quale acquistare, si materializza  l’incubo di ogni subacqueo che porta in acqua la sua maschera nuova: LA MASCHERA APPANNATA! Sono poche le cose che possono rovinare un’immersione più di una maschera appannata e quelle nuove hanno tutte questo terribile problema. Come soluzione ho visto i rimedi più improbabili, lavaggi in lavastoviglie, svelto, dentifricio, accendini, fiamme vive, brillantanti, lucidi per cromature…ognuno ha la sua tecnica che ovviamente è migliore delle altre.

Qualche anno fa, disperato, ho acquistato da Decathlon una maschera Tribord al prezzo di € 3,50. Dieci volte meno della maschera più economica che avessi mai avuto fino a quel momento. L’ho presa dallo scaffale e guardata con un po’ di diffidenza, ho fatto la classica prova sul volto e ho deciso di prenderla.

Ricordo che il pomeriggio di quello stesso giorno la provai in immersione, ma non avendo a portata di mano fiamme ossidriche o altri prodotti tossici, l’unico trattamento fu un po’ di antiappannante biologico (il caro vecchio sputo). La maschera in immersione fu perfetta, né infiltrazioni d’acqua ne fastidiosi appannamenti. Avevo finalmente trovato la mia maschera e da allora non l’ho più abbandonata. Anzi mi permetto addirittura il lusso di prendermene una nuova ogni anno!

A causa della mia maschera non proprio “cool” in alcune occasioni è capitato che mi abbiano preso in giro, ci può stare, soprattutto per via del silicone trasparente. Una delle prime cose che mi dissero quando mi avvicinai alla subacquea fu che la maschera deve essere nera, perché aiuta a focalizzare lo sguardo e ad evitare distrazioni.

Ora questo discorso sarebbe valido se fossi un cavallo impegnato in una gara di trotto, ma sono un subacqueo ricreativo sapiens e non ho bisogno di un paraocchi per mantenere la concentrazione. Anzi guidando alcune immersioni mi è capitato che intravedere l’ombra di altri subacquei attraverso il silicone trasparente, mi abbia dato la possibilità di prevenire incidenti.

Il consiglio che do a chiunque debba acquistare la sua prima maschera, o sia alla ricerca di quella perfetta, è di non trascurare nessuna possibilità, senza subire il fascino del brand alla moda o del design ricercato.

Se durante la prossima festa di paese su una bancarella troverete una maschera che sembra perfetta per voi, compratela! (purché abbia il vetro temperato, almeno questo requisito fondamentale lasciamolo) Pazienza se nelle foto ricordo subacquee i telai delle vostre maschere dai colori improbabili vi faranno sembrare usciti direttamente dagli anni ’80. Immergersi con una maschera che non fa entrare acqua e che non si appanna, vale tutte le maschere del mondo.

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