Invasione della “Thalia democratica” – Porto Badisco

Invasione della “Thalia democratica” – Porto Badisco

Lo scorso primo maggio ho avuto l’incredibile fortuna di trovarmi nel posto giusto al momento giusto. Per cui quella che doveva essere una semplice immersione in un nuovo sito si è trasformata in una esperienza indimenticabile!
Giunti a porto Badisco, una località nei pressi di Otranto, in compagnia di un gruppo di amici subacquei notammo subito che nell’acqua c’era qualcosa di anomalo. Si intravedevano dalla superficie stranissimi filamenti, lunghi anche diversi metri, che avevano letteralmente invaso la costa! Alcuni temerari bagnanti (l’acqua nei primi di maggio non è propriamente caldissima) erano rimasti bloccati sugli scogli in costume, spaventati e anche un po’ disgustati da queste presenze gelatinose.

Thalia democratica - Salpe - 05Thalia democratica - Salpe - 04

 

Ammetto che anche noi abbiamo avuto qualche dubbio se immergerci o no, nessuno dei presenti era un esperto di biologia marina e le ipotesi sulla natura di quegli esseri si sprecavano: meduse, uova, pesci,…ognuno aveva la sua teoria.
Per fortuna la curiosità di vedere da vicino e capire di cosa si trattasse ebbe la meglio, con la sicurezza della protezione di muta e guanti nel caso si fosse trattato esseri urticanti entrammo in acqua.

 

Lo spettacolo giù era incredibile. Una nuvola fittissima di filamenti gelatinosi lunghi anche 5 – 6 metri infestavano completamente la costa. Alcuni di questi filamenti avevano un diametro di un paio di centimetri, ma altri erano lunghe catene di animali grossi come un braccio, completamente trasparenti, gelatinosi e con all’interno una parte simile ad un uovo di colore arancione.

 

La nostra curiosità sulla natura di qugli esseri venne soddisfatta nei giorni successivi, in quanto tutti i giornali locali si occuparono del fenomeno e dei ricercatori dell’università del Salento ci chiesero di poter avere le foto scattate durante l’immersione. Persino National Geographic dedicò un articolo al fenomeno.

 

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Abbiamo quindi scoperto che si trattava di esemplari della specie “Thalia Democratica” appartenenti alla numerosa famiglia delle salpide. Si tratta di animali filtratori dal ciclo vitale molto particolare in quanto il loro sviluppo prevede una fase di vita solitaria in cui si riproducono per via asessuata, vale a dire che un singolo esemplare riproduce una serie di cloni uguali a se stesso lungo una catena di sostegno. In questa fase tutti gli esemplari della catena sono femmine che vengono fecondate dagli spermatozoi presenti nell’acqua rilasciati dai maschi. Alla fine della gestazione una nuova salpa solitaria viene espulsa da ogni esemplare di questo “trenino dell’amore” (cit. National Geographic), mentre tutte le femmine della catena, dopo il parto, si trasformano in maschi ed iniziano a rilasciare spermatozoi per chiudere così il ciclo riproduttivo.

Tutta questa complicata serie di eventi avviene in poco più di due giorni, sommata al fatto che solitamente questi esemplari vivono al largo è davvero raro poter assistere a questo fenomeno in natura così massiccia lungo le coste. Come riportato da varie fonti, la cause che hanno portato a questo fenomeno sono contraddittorie, perché se da un punto di vista la presenza di salpe in numero così grande è un indice della salute del mare, trattandosi però di animali filtratori non si sarebbero mai spinti sotto costa se non per la presenza di una grande quantità di cibo dovuta probabilmente ad un processo di eutrofizzazione del mare.

Classe: Thaliacea

Ordine: Salpida

Famiglia: Salpidae

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