Il Vermocane – “Hermodice carunculata”

Il Vermocane – “Hermodice carunculata”

I Vermocani devono il loro nome ad un’antica legenda greca, la quale immaginava che questi animali vivessero all’inferno e che potessero assumere le sembianza sia di cani striscianti senza arti, sia di insetti capaci di abbaiare.

Legende a parte, il vermocane (chiamato anche “verme di fuoco”, il cui nome scientifico è Hermodice carunculata) è un animale appartenente alla classe dei policheti. Popola in modo diffuso tutti i mari tropicali e subtropicali e ovviamente anche il Mediterraneo. In grado di raggiungere i 30 cm di lunghezza, vive su fondali rocciosi dalla superficie fino ad una profondità massima di circa 20 metri. Si nutre perlopiù di animali in decomposizione, infatti non è raro trovare gruppi di vari vermocani intenti a cibarsi di carcasse di pesci. Inoltre pare che siano gli unici esseri in grado di digerire la parte vitale delle gorgonie.

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La caratteristica principale sono gli aculei che ricoprono interamente il loro corpo affusolato, anche se hanno l’aspetto di essere soffici ed innocui, sono invece particolarmente pericolosi ed urticanti. Se sfiorati infatti si conficcano nella pelle provocando fastidiose irritazioni, dolore ed eritemi. Sono tra l’altro molto difficili da rimuovere in quanto hanno l’estremità a forma di uncino che si ancora saldamente nella pelle.

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Un rimedio prevede di rimuoverle col nastro adesivo, mentre contro il dolore pare sia efficace applicare dell’alcol in grado di alleviare un po’ il fastidio. In ogni caso il rimedio migliore è non importunare questi pacifici animali.

Ordine: Aciculata

Famiglia: Amphinomidae

Genere: Hermodice

Specie: Hermodice carunculata

2 comments on “Il Vermocane – “Hermodice carunculata””

  1. Eugenio scrive:

    Ne ho presi 2 questa mattina nel porto di Catanzaro lido .
    Sono lunghi circa 35 Cm .

    1. mussoebusso scrive:

      Sono ancora molte le cose che non si sanno di questa specie, il fatto certo è che hanno un’adattabilità fuori dal comune ed il loro numero pare sia in crescita. In ogni caso si stanno compiendo degli studi, che coinvolgono anche le università, per capire meglio la loro biologia.

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